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Questa mattina, nel suo studio, il Presidente D’Onore della Novipiù Junior Casale, Dott. Giancarlo Cerutti, ha registrato l’intervista che è andata in onda questa sera su Sportivandamente speciale Junior, il programma di Radio VanD’A condotto da Marco Scagliotti e Giampiero Aceto.
 
IL BILANCIO - “Non possiamo che essere soddisfatti di questo inizio: quello che ha dimostrato il campo è che la squadra era stata giustamente costruita con l’ambizione di migliorarsi rispetto all’anno precedente e questo sta avvenendo e ci auguriamo che continui. Io penso che siamo al di là di quello che ci stavamo aspettando; ci dispiace ovviamente delle due sconfitte ma se guardiamo le 12 partite, la squadra ha dimostrato di essere ben attrezzata, di sapere interpretare il proprio ruolo e di potersi misurare con tutte e ha dimostrato che il suo passo in campionato è certamente in linea con le previsioni e, anzi, superiore alle stesse. 
Ho visto quasi tutte le partite, con Latina ero negli USA e con Cagliari l’ho vista in televisione, quindi prima di tutto dobbiamo dire che molte squadre si equivalgono dal punto di vista di roster, qualità in campo e capacità di esprimere basket. E’ ovvio che l’allenatore facci le sue scelte in base all’avversario, ma secondo me avremo sempre partite estremamente equilibrate perchè non ci sono squadre materasso e quindi anche l’adeguamento della squadra nel pre partita come tattica o durante la partita, dimostra che ogni volta si devono trovare delle soluzioni diverse. 
Non dobbiamo comunque dimenticarci che gli infortuni che abbiamo subito sono stati molto significativi. Senza togliere assolutamente il merito a tutti quello che scendono in campo, l’assenza di Denegri e Bellan nelle rotazioni determina maggiore impegno, determinazione e logorio mentale e fisico che stiamo pagando. Ho comunque fiducia nei ragazzi e penso che queste dodici partite abbiano dimostrato che siamo una squadra degna di combattere per posizioni importanti, poi si può vincere o perdere, ma la squadra ha dimostrato anche di saper soffrire. Con Cagliari abbiamo giocato bene, siamo stati avanti per 38’ e poi sono stati gli episodi a deciderla. Ricordiamoci, per esempio, il contropiede di Sanders che ha sbattuto la palla contro l’arbitro e il cronometro è stato erroneamente rimesso sui 24’’ e noi abbiamo preso una bomba: da fare due punti a subirne tre. Sono questi gli episodi determinanti, non l’ultima azione. Però complimenti a Ramondino e a tutti i giocatori per quanto fatto”.
 
IL CAMPIONATO - “Il fatto di avere 32 squadre e una sola promozione è una battaglia che porto avanti da molto tempo sia in Federazione che in Lega: c’è stato l’errore di unire la Serie B1 e la Serie A2 perchè i Campionati si vincono sul campo, non si arriva decimi e poi ci si trova in Serie A2. Ora ci si rende conto che non c’è proporzione tra numero di squadre e promozioni e quindi si è giunti ad un accordo con la Serie A che rimedia in parte al problema perchè le Società rimangono comunque tante. Inoltre reputo che la divisione di questi due gironi sia sbagliata, ho proposto più volte di alternare il taglio verticale con quello orizzontale perchè in questo modo si penalizza un certo numero di squadre sia per le trasferte che per il gioco. La soluzione dell’unica promozione è stata totalmente penalizzante e la trovo non proporzionata allo sforzo di una Serie A2, ora stiamo andando verso la fine di questo problema. 
Inoltre non capisco come la Federazione permetta a squadre come Cagliari e Tortona di giocare in Palazzetti in cui non si abbiano i secondi sul tabellone e per cui il giocatore in contropiede, e lo dico indipendentemente dalla nostra sconfitta, non possa vedere quanto manca. Ci sono poi palazzetti che sulla carta hanno una capienza di 2000 persone, e invece sono da 1300: queste sono cose che non vanno il linea con il voler fare un campionato d’elite che serve per prepararsi ad andare in Serie A e per ricevere squadre di Serie A”.
 
LA COPPA ITALIA - “Abbiamo creato le condizioni per entrare in Coppa Italia, un obiettivo di prestigio a cui partecipammo 2 anni fa e andammo molto vicini a un ottimo risultato perdendo la seconda partita con Scafati per pochi punti. E’ un obiettivo alla nostra portata ma dobbiamo vincere una delle prossime partite che sono molto difficili e di cui una è il Derby. Queste le affrontiamo in un momento in cui abbiamo un problema di infortuni significativi ma speriamo comunque di raggiungere questo obiettivo nella migliore posizione possibile”.
 
I GIOVANI - “Abbiamo sempre detto che i giovani sono importanti: il merito va a Ramondino e Martelli che hanno sempre cercato di portare avanti questo progetto di reclutamento e di tenere insieme i ragazzi anche con la Foresteria. Tutto questo ha i suoi benefici e in campo si vedono: i casoi di Valentini, Denegri e Ielmini che sono cresciuti da noi si stanno evolvendo è positivo e ci premia”.
 
GLI ALLENATORI - “Sull’esonero di diversi allenatori posso solo esprimere un pensiero generico non sapendo nei dettagli le varie situazioni. Posso dire che la nostra politica è sempre stata diversa, noi dobbiamo giudicare gli allenatori non solo sui risultati delle partite, ma devono avere un ruolo relativo sull’intero programma. Probabilmente molti non la vedono come noi e credo che ci siano allenatori che sono stati esonerati perchè probabilmente non c’era fiducia fin dall’inizio”. 
 
IL SOGNO DELLA SERIE A - “Non bisogna mai mettere limite alla provvidenza. Non penso sia facile arrivare in Serie A perchè ci scontriamo anche con problemi oggettivi di numeri geografici e territoriali e penso a Città come Bologna, Trieste e Verona che hanno alla base un territorio che permette loro una presenza al Palazzetto con grandi numeri. Questo non vuol dire solo il supporto che viene dalla vendita di biglietti e abbonamenti, ma anche dagli Sponsor e dalle capacità, anche se a Casale è stato comunque fatto un lavoro importante. Poi è il campo che decide, se ci farà affrontare la Serie A, ci comporteremo di conseguenza. In tutti i casi noi possiamo giocarcela con tutte, se nei Playoff ci dovremo confrontare con squadre titolate, sono sicuro che ce la giocheremo alla pari”.
 
EDUCAZIONE E ETICA - “Certamente per tutti quelli che lavorano all’interno di una Società esistono un codice e delle regole. La base, comunque, la fa la Società, è su di essa che si creano i presupposti per un lavoro propositivo da parte di collaboratori, allenatori e giocatori. Se si ha una base di serietà nei programmi e impostazione, su di essa si innesta il lavoro di tutti; anche il rapporto dei giocatori nei confronti di terzi si basa sul fatto che la Società cerca di imporre delle regole e di insegnare con il proprio atteggiamento una base di serietà. 
Io penso che noi abbiamo sempre creato i presupposti per sviluppare un certo tipo di lavoro, cerchiamo di scegliere i giocatori con questo spirito anche se non sempre è possibile capirlo guardando un filmato o parlandogli insieme tre volte. Tante volte è già il contesto in cui ci sitrova ad aiutare”.
 
IL PALAFERRARIS E MARIO ODDONE - “Il PalaFerrais è del Comune ed è già intitolato ad una persona molto importante per la Città. Mario Oddone lo ricordiamo prima di tutto nei nostri cuori e nei nostri affetti, che è la cosa di base e principale: la Società poi lo ricorderà sempre nelle manifestazioni. Noi non possiamo sostituirci al Comune nel fare lavori di adeguamento, ma possiamo spingere l’Amministrazione Comunale a controllare questi aspetti ed è una cosa che facciamo sempre. Adesso avremo il problema del parquet perchè si sta consumando, e dell’impianto sonoro, due aspetti che porteremo davanti all’Amministrazione Comunale con la quale abbiamo un buon dialogo anche perchè rappresentiamo un aspetto importante per la Città non solo dal punto di vista sportivo, ma anche sociale”. 
 
PRESTITI E RINNOVI - “Prolungare il contratto a Severini, Sanders e Marcius? Severini se non erro è di Pistoia e quindi si vedrà. Per quanto riguarda gli stranieri, non è mai facile pensare a un prolungamento di contratto a stagione in corso perchè loro stessi non sono interessati a questo genere di iniziative. Di solito vogliono aspettare la fine del Campionato e vedere le possibili alternative; la Società però ha sempre dimostrato di voler anticipare le tempistiche e di cercare di creare un rapporto stabile tra il giocatore e la Società, non siamo ancora alla fine del girone d’andata quindi abbiamo ancora tempo”. 
 
EVENTUALI INSERIMENTI - “Inserire giocatori nuovi è sempre complicato, ci vuole tempo, bisogna evitare di rompere equilibri sul campo e poi bisogna valutare cosa fare quando il giocatore sostituito rientra dall’infortunio. Gli equilibri in una squadra di basket in cui si gioca 5vs5 sono molto più importanti che in una squadra di calcio dove si gioca 11vs11. Noi nelle prossime partite dobbiamo soffrire con molta umiltà e capacità di unirci in campo data l’assenza di Denegri e Bellan”.
 
I SOGNI - “Il mio sogno attuale è quello di migliorare quello che è stato il campionato dell’anno scorso e poi guai a non avere sogni, questi alimentano speranze e volontà di battersi. Quindi bisogna avere dei sogni che però a volte è meglio mantenere nel cuore”.
 
IL DERBY - “Il Derby ha un significato particolare, è una bellissima gara che noi siamo sempre felici di affrontare perchè è veramente il sale del basket, un succo del campionato. Biella è una Società che ho sempre rispettato molto, è una squadra molto forte perchè l’anno scorso è rimasta sempre prima. Quest’anno è qui a giocarsi la vetta con noi, quindi è una Società che ha dimostrato capacità di continuità e questo lo dico da sempre. I derby sono partite che hanno un sapore diverso qualunque sia la posizione in classifica e il livello del campionato: io mi ricordo quando abbiamo incontrato Biella in Serie A1 o nei Playoff, è sempre stato speciale. Poi c’è la rivalità agonistica, per questo sarà una bella partita, piena di tensione e passione anche se, ovviamente spero vinca la mia squadra.
Sabato avremo bisogno di tanto calore e presenza per confermare la nostra posizione in classifica non solo come squadra ma anche come ambiente, con civiltà e sportività ma anche con un tifo presente e forte”.